Disturbi bipolari
Quando Di Pietro ha ragione bisogna dargliene atto: non puoi comportarti da Di Pietro per un giorno alla settimana e fare diversamente nei restanti sei. Altrimenti lo psichiatra va in confusione.
Quando Di Pietro ha ragione bisogna dargliene atto: non puoi comportarti da Di Pietro per un giorno alla settimana e fare diversamente nei restanti sei. Altrimenti lo psichiatra va in confusione.
E che cazzo je voi di' a questa? Niente je poi di'. C'ha solo che ragione!
Sono andato "da qualche parte" a vedere Somewhere, l'ultimo di Sofia Coppola. Una discreta raccolta di immagini con la quale, con un po' di impegno, forse si poteva anche fare un film.
Su Wikipedia pare che sia riportata in modo errato la data di nascita di Conchita De Gregorio. Qui invece è riportato in maniera errata il suo nome, che con prevede l'h. Anche in questo caso non può provvedere da sola alla correzione. Nè alcuno la chiamerà per informarsi su come si scriva correttamente.
Madamina, il catalogo è questo. Argomentato e non privo di senso, certo un po' iperuranico. Ma allo stato dell'arte a me sembra più verosimile questo.
Ivan Scalfarotto solleva una questione atavica. Forse addirittura io, che non sono certo un cultore della lingua inglese (si stenderà con compiacenza un velo pietoso sulla lingua italiana, vero?), mi sarei accorto dello strafalcione. Ma è proprio vero, approssimazione e dilettantismo ci circondano ovunque. L'immagine dell'Italia all'estero è fiaccata da molti fenomeni, e la rappresentanza politica (tra maggioranza e opposizione) è il minore di questi.
La stampa di servizio, quella seria, alla vecchia maniera, fatta per non far andare in depressione i pensionati, spiega che per risolvere i propri problemi (come ad esempio farsi pagare gli stipendi arretrati) non resta che andare a Lourdes. Ed è tutta colpa della politica governativa, ovviamente.
Ho aspettato un po', e non è successo. La Rai si fa "fregare" da Pirlo e manda uno spot sul goal di Cassano. Aspettavo che qualcuno gridasse al complotto. Aspettavo qualcuno che denunciasse la mortificazione dei fatti a vantaggio delle opinioni mercenarie (i consigli per gli acquisti). E invece niente. Meno male.
Riflessioni calcisticamente televisive - Affinità elettive - Oh, cielo! - Fuoco amico -
Sul Washington Post scrivono che l'Europa sta morendo. E che un bel giorno potrebbero svegliarsi e scoprire che il processo di integrazione europeo che avevano dato per scontato non esiste più. Ma perché in America sono sempre i primi a sapere le cose?
Martedì, ore 22.00. Per l'occasione: birra gelata e rutto libero.
E adesso sarebbe un'invenzione di Gheddafi? Di veline islamiche io ne vedo sempre un sacco, vestite da dissennatori di Harry Potter, che entrano ed escono dai negozi di lingerie. E da prima che Gheddafi minacciasse la nostra mignottocrazia.
Forse ha ragione Cundari (capisco che la premessa può non essere incoraggiante, ma fidatevi): è vero che un errore di comunicazione non è mai un errore di comunicazione. Ed è il caso del sindaco Vassallo, ucciso dalla camorra. E' il caso di un sindaco piddino che si era guadagnato l'affetto e la stima dei suoi concittadini, e che per esprimere la forza e la determinazione con le quali conduceva la sua lotta non trovava parole migliori di queste: «Qui siamo leghisti». E questo non è un errore di comunicazione. È il fallimento della sinistra italiana.
Credo che la conta tra chi ripone speranze in Gianfranco Fini e chi invece lo ritiene un traditore si risolva in una sostanziale parità. Svetta una zona grigia (bigia) che se ne fotte di questa diaspora, ed è maggioritaria. C'è poi un insieme molle di elettori di sinistra che fa un grasso tifo per Fini, e questi sono i più ridicoli. Sarà che a me sembrano sempre ridicoli tutti quelli che tifano per qualcosa. E infine c'è il tipico teorico della destra liberale che s'illude che sia arrivato il suo momento nella storia. E questo titolo dovrebbe suonargli esplicativo.
La Lega e Di Pietro sono al massimo storico. E non vedono l'ora di tornare al voto per capitalizzare il consenso che stanno raccogliendo. Di Pietro lo sottrae a un Pd sempre più bollito e inconcludente, La Lega invece profitta della diaspora pidiellina. Tanto è vero che il commento di Bossi al discorso di Fini poteva esser scritto e pubblicato già prima che il Presidente della Camera lo pronunciasse. «Così non dura» ha detto il leader leghista, e così avrebbe detto qualunque cosa si fosse inventata Fini a Mirabello: pace fatta, guerra aperta o armistizio armato. Qualsiasi scenario sarebbe comunque stato interpretato da Bossi come non durevole e indirizzato a inevitabili elezioni. Così il governo non dura, forse Bossi ha ragione, ma anche il suo giochetto non andrà molto lontano. Se le prossime allenanze non saranno sante, saranno dannate: nessuno è al sicuro.
Stamane ero a spasso col chihuahuino quando mi sono imbattuto in un nuvo bar fighissimo e che promette ottimi aperitivi. Tra i pregi anche una ricchissima mazzetta di quotidiani a disposizione degli avventori. E così sfoglio l'Unità, e vi trovo un improbabile parallelo, a firma Goffredo Fofi, tra il narcisismo di Sandro Pertini e quello di Francesco Cossiga, corredato poi dai prevedibili quanto anche forse opportuni distinguo. Ma non è questo che mi ha colpito, quanto la chiosa brutale: Non abbiamo avuto la fortuna di grandi presidenti nella storia repubblicana. De Nicola fu scelto per il veto vaticano su Croce, Leone Segni Cossiga sono stati, credo, i peggiori di tutti, Einaudi e Pertini certamente i migliori; gli ultimi, laici o cattolici, sono onesti e meritori gestori e difensori della carta costituzionale, ma nessun di gran fascino o di qualità superiore. Eppure ci ...
Non m'è capitato di finirci. E quindi neanche mai di doverne scappare via. Perché nei racconti di tutti prima o poi si scappa dal collegio. Il problema è che i direttori in quei posti sono generalmente dei gran stronzi frustrati. E prima o poi si scoppia: così si salta il muro e ci si confonde nel buio, finalmente liberi. Sarebbe bene che nella vita non dovesse per forza valere la regola della fuga, ché prima o poi tutti la tentano da qualche posto dove sono finiti per caso o per coercizione. Sarebbe bello poter cambiare i posti in cui ci si trova, invece di doverne per forza fuggire: con l'ansia degli inseguitori, la paura di perdersi e di finire in un posto peggiore ancora. Quindi, questa delle primarie dei collegi è una buona idea. Primarie nei collegi. Così invece di ...
Si comprano e leggono libri per i motivi più diversi. Può capitare di leggere L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello perché si è interessati ai casi clinici che Oliver Sacks racconta lì in modo tanto originale e coinvolgente. Ma lo si può fare anche perché il titolo del libro, assurdo per motivi clinici, ricorda alcune canzoni di Franco Battiato, che sono bellissime e assurde di proposito. A me, per esempio, l'immagine di un uomo che scambia sua moglie per un cappello consegna lo smarrimento di un cammello in una grondaia, e anche la solitudine di un ombrello su una macchina da cucire. E forse dev'essere proprio così.
E' uscito il calendario del prossimo campionato di serie A. E 'sti cazzi, avete ragione. Però permettetemi un appunto. Nella prima giornata il Napoli incontrerà la Fiorentina, e De Laurentis, il presidente della società partenopea, ha commentato così: «È un bell’esordio contro una squadra forte. Ci è capitato anche due anni fa con la Roma, e fu una bella partita. Sono contento di esordire a Firenze. Mi sento a casa mia, ci ho fatto anche Amici Miei». E se è per questo cominciamo davvero male, perché l'Amici miei che ha girato De Laurentis, non è solo una puttanata, ma anche un sacrilegio. Male. Molto male.