Come dicevan tutti Renzi

I simboli sono simboli e non vanno confusi con la sostanza di ciò che rappresentano. Ma ci sono dei limiti, indicati dalle conseguenze che producono certi simboli usati in modo fuorviante. Per cui si può anche passare sul patetico giuramento di un segretario che s’impegna su una vecchia copia della Costituzione (quindi non vigente), e si può anche passare su un giovane eletto sindaco che come primo atto simbolico del suo mandato sceglie di andare a pregare sulla tomba di La Pira. Ma quando queste messe in scena si traducono in indicazioni politiche vere e proprie bisogna lanciare l’allarme. Sull’Unità di oggi, per esempio, Matteo Renzi - tra alcune cose giuste - dice che i cattolici non avrebbero motivo di non sentirsi rappresentati dal Pd: «Il mondo cattolico avrebbe tutti gli argomenti per stare con noi». Il che sarebbe vero se i cattolici fossero in grado di vivere la loro religiosità democraticamente. Ne consegue che o Renzi non conosce abbastanza “tutti gli argomenti” dei cattolici, o che non ha completa padronanza dei propri.

4 Responses to “Come dicevan tutti Renzi”

  1. Erasmo says:

    D’accordo. Ammesso, però, che esista un gruppo sociale, o un blocco sociale, o un’entità politicamente significativa chiamata “cattolici”. Del che dubito. A mio parere, la rincorsa al voto dei cattolici è una terribile perdita di tempo, come lo sarebbe la rincorsa al voto di quelli che credono negli UFO, o dei tifosi della Fiorentina. Non è che non esistano, è che non sono politicamente omogenei, e, inoltre, si accorgono di essere trattati come mentecatti. Che poi lo siano, non sarò io a escluderlo: ma a nessun mentecatto piace essere chiamato mentecatto.

  2. Io conosco fessi che se ne beano. Di esser nomati tali, intendo.
    Per il resto, è chiaro: i cattolici non fanno “insieme”. Dicendo di loro, ci si limita a estrarne caratteri comuni, che generalmente fanno essere poco ottimisti.

  3. Erasmo says:

    Il fatto è che c’è troppo rispetto. Una cosa è rispettare il diritto a credere in quello che si vuole, un’altra accettare che i rappresentanti dei credenti divengano gruppo di pressione. Perchè, se i credenti non fanno “insieme”, il Vaticano esiste, eccome.

  4. La questione si pone tra rappresentanti politici e i rappresentanti religiosi dei credenti. C’è un equivoca e pericolosa commistione.