E così Il Fatto Quotidiano è sbarcato in edicola. Come tanti non sono riuscito a trovarlo prima che andasse tutto esaurito, ma ho potuto comunque leggerlo e scoprirlo grazie alla buona idea di concederlo eccezionalmente in pdf gratuito. Nel merito non c’è nulla che io possa aggiungere a quanto ho già scritto molte volte, se non con la sicurezza della prova diretta: Il Fatto è un giornale di opinione. Chiunque abbia avuto modo di sfogliarlo può calcolare la proporzione tra la quantita di notizie-fatti e il grande numero di rubriche e commenti, perlopiù affidate a grandi firme. Anche io ho avuto l’impressione che l’esordio sia stato un tantino autoincensatorio: Il Fatto parla molto di sé stesso, e questo sui giornali non fa mai una bellissima impressione. Ma tendo a giustificare questo elemento: la forza di questo giornale è che tutti quelli che ci lavorano sono innamorati ed entusiasti del progetto, si fidano del direttore e vivono la sfida del mercato. Fenomeno rarissimo da riscontrare nella stragrande maggioranza dei giornali italiani, dove i giornalisti spesso paiono prestare la loro opera come normali impiegati. C’è da invidiarli; questo è un elemento che certamente premierà l’iniziativa.
Sulla prima pagina del primo numero Il Fatto esibisce tutta la sua potenza di fuoco: una concentrazione di firme disarmante, forse troppe: Padellaro, Trvaglio, Tabucchi, Stajano, Flores D’Arcais, Massimo Fini, Colombo. La vera sorpresa alla fine è stata la confezione: mi aspettavo un giornale molto classico, e invece il progetto grafico è assolutamente deludente: gravemente danneggiato da caratteri e colori male assortiti, forzati. E poi la testata - rossa e con “quotidiano” che fa scomparire “Il Fatto“ - con il bambino strillone: fumettistica, moscia. E’ possibile, comunque, che su carta mi faccia tutto un altro effetto.
Mi sembra che il problema principale sia quello che scrivi all’inizio: va bene un giornale di opinione, ma se spingi verso il 100% le opinioni e verso zero le notizie-fatti(*) ottieni un settimanale (un mensile?) che esce ogni giorno. Come fanno a reggere? son 24 pagine.
(*) i nomi dei giornali sono spesso bugiardi: il Corriere della Sera, l’Unità, L’Avvenire…
Post interessante. Simpatico il commento di Erasmo sui nomi dei giornali “bugiardi”. Però bisognerebbe ricordare, anche, che è un giornale nuovo: nel modo in cui è stato concepito in rapporto alla rete, ad esempio, per quanto la consierazione sembri banale e scontata. Si potrebbe fare una lunga analisi sul percorso “di fiducia” intrapreso col blog, ma è sotto gli occhi di tutti. Adesso - dico - voi che girate per la rete: dovreste conoscere bene il successo pregresso di blog come Spinoza e Metilparaben. Adesso, a voi che girate per la rete, non fa strano vedere come finiscono tra le pagine di un quotidiano, e sul primo numero, e praticamente in prima pagina?
La questione del rapporto tra fatti e opinione, però, non è poi così semplice. I fatti hanno (dichiaratamente) un punto di vista: l’opinione dalla quale - credo - il giornale vorrebbe guardarsi bene è quella non basata sui fatti. O sbaglio?
Conosco bene Spinoza e Metilparaben. L’unca cosa strana che io vedo nella loro comparsa su un giornale è che sia avvenuta soltanto adesso. Mi sono sempre stupito del fatto che nessuno li avesse ancora notati.
E’ chiaro che bisogna tenere in conto che è un giornale nuovo, ma io ponevo in rilievo un altro aspetto. La definizione che dai tu delle opinioni basate sui fatti è quella comunemente intesa. Le opinioni sono cose diverse dai fatti, altimenti parliamo di fatti resi in modo tendenzioso. Quando dico che Il Fatto è un giornale d’opinione, voglio fare un complimento. Non so però se loro lo accettano come tale.
Reggeranno, Erasmo. Quanto al nome, l’Indipendente?
Non sono sicuro che le cose stiano così: ripeto, però, che a parer mio la considerazione è molto interessante. Mi viene da pensare, piuttosto, considerando ad esempio il voto alla Costituzione, che la tendenza vada verso il giudizio (perché basato su fatti e su - come in questo caso - una serie di norme condivise) e non tanto verso l’opinione. Sul fatto che farà opinione non ci sono dubbi. Scusa per il gioco di parole. Comunque è solo un’opinione.
Spinoza e Metilparaben? Già notati? Ma quella è spazzatura, roba da smanettoni frustrati. Mica è un segreto che una grossa fetta di giornalisti (soprattutto se forniti di spazio server gratuito per attività retribuita) sono arrivati in rete a caccia di lettori. Anche questa, ovviamente, è un’opinione, e non riconosco una legge.
Che c’è di più indipendente di un defunto?
Opinioni discutibili.
Erasmo, non è che stai pensando quello che sto pensando io?
No, perché due in un giorno… troppa grazia…
No. Noi abbiamo messo il cartello “completo”.
Non potete. E’ interruzione di servizio pubblico. Non costringetemi a rivolgermi alla polizia postale.
Polizia? chi ha parlato di polizia? Grazie a cari amici che ho nelle forze dell’ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via
Quando ha scoperto chi sono, me lo faccia sapere. Così me lo scrivo…
Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose
Brrrr. Paura.
Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!
Patetici pagliacci.
Che è successo, chi è arrivato?
Tu credi di essere solo, ma lui, onnipresente, torvo ti guata. Praticamente, a parte 18 ore settimanali in classe, per le rimanenti 150 sta a alitarci sulle spalle. Tra l’altro, che ne direbbe di lavarsi i denti, sig. Train?
Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni.
Impagabile.