Un Dio razzista o un cardinale scemo?
Una gaffe, tale sembrerebbe, da far impallidire il cerone di Silvio Berlusconi. Esser pronti per un papa nero, come dichiara il cardinal Peter Turkson, è evidentemente inqualificabile. Include, l’esser pronti ora per un papa nero, il non esserlo stati fino a un attimo prima. E non esser pronti a un papa nero non può attribuirsi ad altro che al razzismo. Un razzismo ben radicato nella dottrina, per giunta. Perché se è vero che l’elezione del Pontefice è di volta in volta suggerita al conclave direttamente dallo Spirito Santo (spiritus ubi vult spirat), allora vorrà dire che fino ad oggi a non esser stato pronto ad avere un vicario nero in terra è stato proprio Dio in “persona”. Ora, ammesso che questo Dio esista, voi ve lo riuscite a figurare così tonto? Io proprio no. Quindi pare molto più verosimile che il tonto sia il cardinale Turkson.
7 Comments
Si metta in coda, sig. Nardi. Stiamo ancora aspettando una risposta dallo Spirito Santo in merito ai 400 anni consecutivi di papi italiani.
Ma quello era solo lobbismo, il razzismo è un po’ più grave.
Le solite scuse per passare avanti in coda.
Tutto ciò posto, trovo ancora più interessanti le seguenti dichiarazioni dello stesso Cardinale Turkson:
Nella lunga relazione che farà da base al dibattito, il cardinale ha toccato molti e diversi temi sia di carattere ecclesiale che sociale. Parlando di Aids ha dichiarato che per combattere questa piaga “la prima via è la fedeltà nel matrimonio”. Però, all’interno di una coppia sposata, quando uno dei coniugi è sieropositivo, si può consigliare il preservativo. “Se una persona sa di essere contagiata - afferma - non dovrebbe avere rapporti, per carità in quel caso - aggiunge però rispondendo ai giornalisti - consiglierei l’uso dei preservativi, ma in Africa ce ne sono di bassa qualità che non proteggono completamente”.
“per carità consiglierei” “ma” “ce ne sono di bassa qualità”. Qui manca il fiato anche per ironizzare.
Dà effettivamente la penosa impressione dell’informato sui fatti.