Dalemiani atipici
La differenza principale tra Bersani e D’Alema, mi sono convinto, è che Bersani non negherà mai l’esistenza dei bersaniani come D’Alema ha fatto sempre coi suoi sostenitori di partito. A questo proposito l’ex presidente del Consiglio mi ha sempre, per alcuni versi, ricordato Giulio Andreotti: filoarabo, ironico, “eterno”, grande mente, pessimo capocorrente. I dalemiani sono le vittime del dalemismo, e Bersani sopravvive al leader - oltre che per merito - per puro incanto. Bersani è, in qualche modo, un dalemiano atipico, e non mi sorprende che sia stato proprio un atipico a raccogliere l’eredità di D’Alema. Quella dei dalemiani atipici è una specie silenziosa e diffusa; li ho sempre osservati con curiosità e interesse. Faccio un esempio pratico. Marco Campione, che cura uno dei miei blog preferiti, è dalemiano. Dice però di sé: «Sono effettivamente un atipico: sono ancora dalemiano nonostante D’Alema abbia smesso di esserlo…». Il che sostiene molto bene quanto ho posto in premessa. Marco, però, è un dalemiano atipico anche per altri motivi che io giudico affatto minori. Trovo sia né antipatico, né tantomeno spocchioso. Caratteristiche che normalmente riducono un dalemiano alle condizioni di grande invalido. Non lui: tutta la mia stima.
[...] con un autorevolissimo teorico del dalemismo che ha inteso lungamente commentare questo post in privato. Ha chiesto di rimanere anonimo, portando peraltro ottimi motivi: «i dalemiani sono [...]
beh, un po’ spocchioso sì. Ma quasi esclusivamente nei commenti (e in questo sono MOOOOOOOOOOOOLTO dalemiano…)
che fai, corri ai ripari?
(sia mai che poi vinciamo il congresso per davvero…)
[...] con un autorevolissimo teorico del dalemismo che ha inteso lungamente commentare questo post in privato. Ha chiesto di rimanere anonimo, portando peraltro ottimi motivi: «i dalemiani [...]