Giglioli muove dei rilievi incontrovertibili in direzione di chi ha steso la lettera minatoria che è stata recapitata a il Riformista. Scrive: «Non ci vuole un genio dei servizi segreti per capire chi c’è dietro la lettera arrivata al Riformista e firmata Brcc: uno che non ha finito le scuole dell’obbligo».
Potrebbe aver ragione, ma anche no: quanti pluridecorati accademici circolano che si esprimono in modo diversamente apprezzabile? Ma non è questo il problema. Ad esser noiosi si può estrarre dall’analisi del testo minatorio addirittura un problema politico, dato che gli analfabeti che mandano lettere minatorie votano anche. Ed il sindaco di Salerno De Luca ha bollato le primarie del Pd proprio così: «Cose per analfabeti». La questione è sempre la stessa: se dietro al gesto di apparente o evidente follia di ognuno ci sia sempre un mandante collettivo, collegato a uno o più disagi sociali insieme. Bassolino ha reagito: «La storia da cui vengo è di emancipazione delle classi: il Pci aveva grande rispetto per gli analfabeti e bisogna avere grande rispetto per gli analfabeti». D’accordo, sindaco, purché non scrivano lettere pentapuntute. (Ho scritto “sindaco“?)
Vuoi vedere che anche le vecchie B.R. hanno dovuto frequentare le serali prima d’esplodere un colpo.
E può essere…