Anche io, come Tremonti, non sono un economista, eppure lo sviluppo di cui parla Brunetta, in forma che sia compatibile con una politica economica di rigore, mi sembra un obiettivo ragionevole. Il virgolettato che segue è però impietoso, e suggerisce scarsa affidabilità: «Io sono più rigorista di Tremonti» dice Brunetta. E più che due teorie economiche alternative sembra si scontrino due monelli in un campo di calcetto, contendendosi l’occasione di un penalty. La verità, se è permesso un commento a un non economista, è che i soldi sono davvero pochissimi, e che quelli che ci sono si spendono molto male. In un contesto del genere è facile farsi interpreti dell’austerity economica. Come dire, siamo tutti bravi rigoristi, a porta vuota.