Inermi colli
Non sto gufando il governo: in questi giorni non ne ho proprio il tempo. E poi, sbaglierò, ma non sento aria di crisi: il Cavaliere può farcela a tirar dritto almeno un altro po’. Non ho il tempo di gufare, comunque, perché sono stato richiamato alle latitudini paterne per collaborare a un faraonico trasloco. Il sottoscritto, solitamente poco incline a gesti atletici per i quali non si richiedano adeguati metodi contraccettivi, ha oggi confezionato 40 colli di libri in totale scioltezza. Al momento l’impressione è che non si farà altro per tutta la prossima settimana, quando tre tir e svariati uomini forzuti ci solleveranno dello spropositato fardello delle masserizie e ci abbandoneranno nella nuova residenza dei miei, ancor più nei casini di quanto si sia ora: poiché tutto ciò che è impacchettato sarà domani “scavicchiato”: così è scritto. Le apparizioni qui, di conseguenza, saranno occasionali. Ed è un vero peccato, perché le ultime cronache, a una rapida occhiata, mi son sembrate ghiottissime. Sopravviverò: sempre meglio di Marrazzo e dei “piccoli lavori agricoli” ai quali è applicato sulle pendenze di Montecassino.
Amore, stanno uscendo le ragnatele sulle pareti di questo blog! Faresti bene a provvedere tempestivamente!
Rieccomi!