Lati oscuri del “feisbucchismo”
15/01/2010
Per un attimo s’è avuta l’impressione che l’Unità potesse dettare la linea al Pd come negli anni d’oro. Il brutto pezzo di Cotroneo contro il feisbucchismo e il blogghismo è stato infatti seguito dalla risibile decisione del Pd di interdire l’accesso a Facebook dagli uffici della sede romana del partito. Così, mentre il Corriere racconta il dramma di Haiti attraverso Twitter, il Pd si è per un attimo allegramente trovato su posizioni cinesi. L’oscuramento però è durato solo poche ore, in puro stile progressista si è ammesso candidamente l’errore, e i dipendenti del Pd sono felicemente tornati a taggarsi nelle foto del cenone di Capodanno. Viva la libertà.
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6 Comments
Il PD deve aver avuto un attimo di intensa nostalgia per il bel tempo che fu.
Capisco che facebook inviti, per la sua natura dispersiva, a rincitrullirsi dietro guerre tra mafiosi e vecchie fattorie-ie-ie-oh.
Ma il Blog non si tocca.
Cazzarola.
Anche perché, tolto Facebook, il Pd scompare.
La vignetta di Bucchi oggi su Repubblica è meglio di qualsiasi commento.
Vero.
onestamente, quell’articolo è veramente penoso.
Un passo falso, decisamente.