Mi ha sempre colpito l’uso che Giuliano Ferrara fa del termine “decenza”. La prima volta che l’ho notato è stato in occasione della polemica su Eluana Englaro, quando da il Foglio invitò alla consegna simbolica delle bottigliette d’acqua, dicendo che era decente farlo. Non scrisse giusto o opportuno, ma proprio così: decente. E’ un termine che io ho sempre usato molto poco, ed è un caso che ricorra ora, in occasione di un’altra causa persa. Ma è quello che trovo più indicato quando penso che è meglio non commentare le condizioni in cui versa il Pd. E’ decente tacere quindi. Decente. Almeno di fronte a questa folla di delusi e di fenomeni disattesi. Disperati come pesci fuor d’acqua. Con questa espressione.
Francesco sei sicuro che sia tempo di tacere e non di provare finalmente a farsi sentire? sperando che qualcuno abbia la decenza di ascoltare
eh, ma io non ho parole…
a me viene in mente rappresentatività
anche…
posso dire che sono triste per il pesce triste? (quello australiano)
fa un po’ senso quel pesce della foto!
Forse trasformato in sushi rende meglio eheheheh
Dio mio ma è veramente impressionante il povero blobfish.. non l’avevo ancora visto
essì, ernia
no, ast, c’è scritto che non è commestibile…
ciao artemisia