Il pesce dalemiano

Mi ha sempre colpito l’uso che Giuliano Ferrara fa del termine “decenza”. La prima volta che l’ho notato è stato in occasione della polemica su Eluana Englaro, quando da il Foglio invitò alla consegna simbolica delle bottigliette d’acqua, dicendo che era decente farlo. Non scrisse giusto o opportuno, ma proprio così: decente. E’ un termine che io ho sempre usato molto poco, ed è un caso che ricorra ora, in occasione di un’altra causa persa. Ma è quello che  trovo più indicato quando penso che è meglio non commentare le condizioni in cui versa il Pd. E’ decente tacere quindi. Decente. Almeno di fronte a questa folla di delusi e di fenomeni disattesi. Disperati come pesci fuor d’acqua. Con questa espressione.

10 Responses to “Il pesce dalemiano”

  1. Francesco sei sicuro che sia tempo di tacere e non di provare finalmente a farsi sentire? sperando che qualcuno abbia la decenza di ascoltare

  2. Nardi says:

    eh, ma io non ho parole…

  3. a me viene in mente rappresentatività

  4. Nardi says:

    anche…

  5. unernia says:

    posso dire che sono triste per il pesce triste? (quello australiano)

  6. ast says:

    fa un po’ senso quel pesce della foto!
    Forse trasformato in sushi rende meglio eheheheh

  7. Artemisia says:

    Dio mio ma è veramente impressionante il povero blobfish.. non l’avevo ancora visto :-)

  8. Nardi says:

    essì, ernia :-(

  9. Nardi says:

    no, ast, c’è scritto che non è commestibile…

  10. Nardi says:

    ciao artemisia :-)