La sciarpa del Diavolo

Non si è più bambini quando si smette di indossare travestimenti solo per il Carnevale. Ovvero si è adulti quando il travestimento è l’abito quotidiano e la maschera assume concreta dignità di persona. A un dato momento si abbandonano gli eroi e ci si rassegna a un personaggio minore, sé stessi. Poi si passa il tempo a irridere l’illusione giovanile. Carnevale di sbagliato ha solo la collocazione nel calendario delle festività. Per motivi teorici, e per motivi pratici: fa freddo. Troppo freddo. Considerate le migliaia di declinazioni di Zorro che in questi giorni scendono in strada con il cappottino, e i principi azzurri con gli scaldaorecchie: terribili prototipi di eroi decadenti. Oggi ho visto un Diavolo con la sciarpa di lana: era incazzatissimo.

11 Responses to “La sciarpa del Diavolo”

  1. Efesto says:

    Non sono sicura che se stesso sia un personaggio minore. E’ che tutti si ostinano a mascherarsi da quello che la società vorrebbe. E così viene fuori un ibrido squallido che noi crediamo sia noi stessi.

  2. Nardi says:

    Non per buttarmi giù. Ma non mi sono mai sentito all’altezza di Zorro.

  3. gians says:

    Capezzone nella sua maschera per i tigì è comunque sempre incazzatissimo.

  4. Sato says:

    Ma “Zorro” o “Zoro”?
    La differenza sembra subdola, ma non lo è!

  5. Nardi says:

    Zorro, Zorro.

  6. io quando fa troppo freddo e mi devo imbacuccare mi incazzo anche se sono solo travestita da me

  7. Arci says:

    pirandelliano

  8. unernia says:

    devi ammettere che se la sciarpa era di Prada con questi diavoli d’oggi ci poteva anche stare

  9. Nardi says:

    Sì, Ernia, questo è vero…