Non si è più bambini quando si smette di indossare travestimenti solo per il Carnevale. Ovvero si è adulti quando il travestimento è l’abito quotidiano e la maschera assume concreta dignità di persona. A un dato momento si abbandonano gli eroi e ci si rassegna a un personaggio minore, sé stessi. Poi si passa il tempo a irridere l’illusione giovanile. Carnevale di sbagliato ha solo la collocazione nel calendario delle festività. Per motivi teorici, e per motivi pratici: fa freddo. Troppo freddo. Considerate le migliaia di declinazioni di Zorro che in questi giorni scendono in strada con il cappottino, e i principi azzurri con gli scaldaorecchie: terribili prototipi di eroi decadenti. Oggi ho visto un Diavolo con la sciarpa di lana: era incazzatissimo.
Non sono sicura che se stesso sia un personaggio minore. E’ che tutti si ostinano a mascherarsi da quello che la società vorrebbe. E così viene fuori un ibrido squallido che noi crediamo sia noi stessi.
Non per buttarmi giù. Ma non mi sono mai sentito all’altezza di Zorro.
Capezzone nella sua maschera per i tigì è comunque sempre incazzatissimo.
Ma “Zorro” o “Zoro”?
La differenza sembra subdola, ma non lo è!
Zorro, Zorro.
io quando fa troppo freddo e mi devo imbacuccare mi incazzo anche se sono solo travestita da me
pirandelliano
devi ammettere che se la sciarpa era di Prada con questi diavoli d’oggi ci poteva anche stare
Sì, Ernia, questo è vero…